Čajkovskij Tale
Il fanciullo di vetro: favola musicale di un genio bambino
Emanuele Torquati, pianoforte
Un racconto con musica e immagini di Luca Scarlini
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893) ebbe una vocazione alla musica, che fu allo stesso tempo dichiarazione di una sensibilità estrema, quasi morbosa. La governante svizzera, a cui rimase legato per tutta la vita, lo sedusse al suono facendogli ascoltare un carillon con una musica dal Don Giovanni, là ci darem la mano e facendola risuonare per tanto tempo, fino a che le lacrime non finivano. Fu lei a dare al bambino Pëtr il nome di “fanciullo di vetro” (poi usato da Nina Berberova come titolo della sua biografia caikovskijana), per indicarne la morbosa disposizione, la paura di vivere, che terminava solo quando iniziava la musica.
Luca Scarlini e Emanuele Torquati raccontantano la vita di Čajkovskij fino ai primi successi e all’affermazione con il Concerto n,. 1 per pianoforte e orchestra, come una favola russa, piena di baba yaga e di figure del sogno e dell’incubo, usando immagini dalla tradizione della fiaba russa e da immagini della vita e dei tempi del musicista.
Selezione di brani da:
Album della gioventù op. 39
Le stagioni op. 37 bis
Suite dello Schiaccianoci op. 71a (adattamento originale di P. I. Čajkovskij)